LEE KONITZ QUARTET

 

Indiscusso quanto geniale maestro del jazz moderno, dell’arte dell’improvvisazione. Altosassofonista come pochi altri attuale e creativo. Ascoltare Lee Konitz significa incrociare una delle personalità più complesse e interessanti del Jazz del dopoguerra che continua a stupirci ancora oggi per la sua eccezionale originalità espressiva.


Difficile riassumere in poche righe una carriera lunga e gloriosa come quella di Lee Konitz. Muove i primi passi poco più che ventenne affiancando alla fine degli anni 40 Lennie Tristano e Miles Davis. Da Tristano mutua il self-control, la lucidità del pensiero, una costante ricerca armonica. Lo accomuna a Davis (col quale registra nel 1949 “Birth of the cool”, manifesto del cool- jazz) invece, una estatica semplicità, quasi infantile nel suono. Giunto poi alla piena maturità, riesce a dialogare senza problemi con jazzisti apparentemente agli antipodi, come Derek Bailey e Martial Solal, Anthony Braxton e Paul Bley, Gil Evans e Albert Mangelsdorff, Michel Petrucciani e Bill Frisell.


Sconfinata la sua produzione discografica. Dischi come "Subconscious Lee" (1949) e "Lee Konitz And Warne Marsh" (1955), "The Real Lee Konitz" (1957) e "The Lee Konitz Duets" (1967), solo per citare i più celebri, così come le sue storiche registrazioni con la Capitol Band di Miles Davis e Mulligan ed i piccoli gruppi di Lennie Tristano, ma anche gli innumerevoli duetti registrati in più di mezzo secolo di "onorata" militanza jazzistica, hanno segnato in maniera profonda il corso del jazz moderno.




PROGETTI


LEE KONITZ QUARTET

 

Lee konitz: sax
Antonio Zambrini: piano
Massimo Manzi: batteria
Ares Tavolazzi: cb


 

 

LEE KONITZ Antonio Zambrini DUO

Lee konitz: sax
Antonio Zambrini: piano

 

 

 

 

 

 

 

 


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