Art&Network | Gavino Murgia
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Gavino Murgia

Inizia a suonare a dodici anni il sax alto. Da bambino ha la possibilità di studiare e crescere con il jazz e la musica classica. A quindici anni inizia a suonare con vari gruppi pop e funky e a collaborare con alcune compagnie teatrali in Sardegna, frequenta i seminari a Siena per concorrere a far parte dell’Orchestra Giovanile Italiana di Jazz come primo sax tenore.
Questa immersione nel mondo del Jazz gli consente di accrescere la propria esperienza e di conoscere tantissimi musicisti con i quali compie innumerevoli esperienze musicali in formazioni di ogni tipo duo, trio, quartetto etc.

La Sardegna con le sue profonde radici musicali è costantemente presente nel suo percorso sonoro. Il canto a Tenore nel ruolo di Bassu, praticato già in adolescenza e lo studio tradizionale delle Launeddas, si fondono nel tempo con la musica afroamericana trovando un percorso inedito e originale. Al sax Soprano e Tenore affianca anche il sax Baritono, Flauti e Duduk .

Ha suonato e registrato tra gli altri con: Rabih Abou Kalil, Bobby McFerrin, Michel Godard, G.Trovesi, Antonello Salis, Mal Waldron, Djivan Gasparian, Araik Bakhtckian, Salvatore Bonafede, Pietro Tonolo, Paolo Fresu, Famoudou Don Moye, Roswell Rudd, Sainko Namtcylak, Bebo Ferra, Danilo Rea, Babà Sissokò, Badara Seck, Al di Meola, Hamid Drake, Franck Tortiller, Luigi Cinque, Mauro Pagani, Gianna Nannini, Massimo Ranieri, Andrea Parodi, Vinicio Capossela, Piero Pelù, Piero Marras, Bertas, Tazenda, Luigi Lai, Elena Ledda, Solis String , NOA, Gil Dor, Zohar Fresco, etc. Inoltre con vari gruppi italiani e stranieri ha suonato nei principali jazz festival italiani europei ed extraeuropei, tra gli altri in Francia, Finlandia, Norvegia, Svezia,Portogallo, Inghilterra, Germania, Spagna, Belgio, Austria, Polonia, Turkia, Marocco, Sud Africa, Cuba, Yemen, Pakistan, USA, Russia ecc

Progetti

Africa Sky

 

Majid Bekkas / Gavino Murgia / Hamid Drake

 

Momenti di magia. Aspetti fortunati di umanità. Set di musica nel cuore del tempo. La musica di Majid Bekkas, Gavino Murgia, Hamid Drake è tutto ciò: la magia, umana, profonda. Questo progetto in trio premiere assoluta riflette tutto ciò. Esso offre le radici e l’apertura, la tradizione e la modernità. Un pulsare dai cuori allineati, che si parlano e si raccontano al pubblico in modo onesto, sincero, appassionato, generosamente. Un meltin’ pot di strumenti e musica araba, gnawa, jazz, arcaica come quella sarda e quella afro americana.

Dream Weavers

 

Gavino Murgia (Sax) / Nguyên Lê (Chitarra, Effetti) / Mino Cinelu (Percussioni)

 

“Il trio Gavino Murgia, Nguyên Lê, Mino Cinelu (Dream Weavers) ieri sera ha letteralmente incantato il pubblico, sintetizzando melodie provenienti dal mondo”

 

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Gavino Murgia Blast Quartet

 

Gavino Murgia (sax soprano e tenore) / Mauro Ottolini (trombone, conchiglie) / Aldo Svigorito (contrabbasso) / Pietro Iodice (batteria)

 

Il quartetto Blast vede protagonisti supermusicians della scena nazionale, ciascuno con un carisma ed una originale vena creativa. Un sound fortemente evocativo ed immaginifico, ancora una volta con l’impiego di strumenti in qualche caso anche rari che ci trasportano in una sorta di viaggio per immagini. Potenza compositiva, sensibilità espressiva ,modernità stilistica e sound intriganti fanno di Blast un’esperienza d’ascolto di alto livello qualitativo.

GAVINO MURGIA e CANTAR LONTANO ‘Officium Divinum’

 

Gavino Murgia (sax soprano)  / Marco Mencoboni (direttore)  / Cantar Lontano (ensemble)  / Alessandro Carmignani (controtenore)  / Paolo Borgonovo (tenore)  / Riccardo Pisani (tenore)  / Guglielmo Buonsanti (basso)  / Musiche di Guillaume Dufay, Pierre de La Rue, Cristobal de Morales, Peroni.

 

Gavino Murgia e Marco Mencoboni hanno ideato il progetto “Officium Divinum” per mantenere in vita, col supporto dei solisti dell’’ Ensemble Cantar Lontano, l’’ opera del sassofonista Jan Garbarek e del complesso vocale Hilliard Ensemble. Il loro lavoro, datato 1994 e prodotto da Manfred Eicher per la ECM, ha segnato un momento di svolta epocale nel mondo della musica contemporanea, rilanciando il crossover tra musica colta e jazz e portandolo su dimensioni raffinate come mai prima.