Art&Network | Pasquale Mirra
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Pasquale Mirra

Considerato tra i vibrafonisti più interessanti della scena italiana ed internazionale. Collabora e ha collaborato con grandi improvvisatori della scena mondiale, tra i quali: Mulatu Astatke, Michel Portal, Shabaka Hutchings, Rob Mazurek, Moor Mother, Trilok Gurtu, William Parker, Gerald Cleaver, Damon Locks, Fred Frith, Nicole Mitchell, Hank Roberts, Ernst Rijseger, Jan Bang, Chad Taylor, Ballakè Sissoko, Jeff Parker, Tomeka Reid, Jamie Branch, Jamie Saft, Tristan Honsinger, Butch Morris, Brad Jones, Luke Stewart, James Brandon Lewis e molti altri.
Dal 2013 al 2018 viene nominato miglior vibrafonista italiano dalla rivista di settore Jazz it. Nel 2014 e nel 2015 inoltre considerato tra i migliori musicisti dell’anno per i critici della rivista Musica Jazz. Dal 2008 collabora stabilmente con il noto percussionista americano Hamid Drake con il quale suona e ha suonato in diversi progetti partecipando a numerosi Festival in America e in Europa.

Con i Mop Mop, gruppo con cui ha collaborato per circa 20 anni ha suonato in numerosi Festival europei e preso parte alle musiche del film “To Rome with Love” del regista e attore americano Woody Allen. Dal 2015 collabora con il gruppo C’mon Tigre. Dal 2018 condivide un progetto in duo con il trombonista Gianluca Petrella; si sono esibiti in importanti Festival e teatri italiani ed internazionali ed hanno inciso “Correspondence” disco pubblicato dalla Tuk Music. Ha inciso oltre 50 dischi, svolge masterclass di improvvisazione presso i Conservatori Statali italiani ed ha collaborato con la Radio Televisione Italiana. Si è esibito in: Stati Uniti, Giappone, Thailandia, Indonesia, Vietnam. Egitto, Etiopia, Zambia, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Lussemburgo, Russia, Olanda, Norvegia, Danimarca, Svezia, Regno Unito, Germania, Polonia, Romania, Lituania, Grecia, Cipro, Turchia, Ungheria, Austria, Bulgaria, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Repubblica Ceca, Macedonia del Nord.

Progetti

Moderatamente Solo

 

Suite per vibrafono, percussioni, oggetti sonori

 

Come nel cubismo assistiamo alla frammentazione degli oggetti e delle forme in geometrie multiple, le quali creano una sorta di “molteplicità” visiva, così nella performance Moderatamente Solo dal titolo “Suite dalla forma bidimensionale” ritroviamo una serie di composizioni che lo spettatore può ascoltare, ma anche immaginare, percependole da diverse angolazioni sonore. Il mio intento è di suonare composizioni e canzoni “scomposte” e di giocare, cosi’ come farebbe un’artista del periodo cubista, con la geometria, la scomposizione, e la rappresentazione simultanea al fine di creare una serie visiva che sfida la percezione tradizionale della forma e dello spazio.

Pasquale Mirra + Hamid Drake Duo

 

Pasquale Mirra Vibrafono, marimba e percussioni / Hamid Drake batteria, percussioni, voce

 

Un incontro casuale, fortunato, alchemico, quello tra Pasquale Mirra al vibrafono e Hamid Drake batteria, frame drum e voce ma nulla risuona casuale ascoltando la musica che rimane aleggiante nell’aria a testimonianza della splendida intesa che si creò già agli esordi più di una decade fa, in modo immediato. Sorpresa e imprevedibilità, la voglia di superare il limite della convenzione con una incessante ricerca sonora,  questi gli elementi rintracciabili in questo suggestivo duo. La sinergia musicale e l’intenso scambio che Mirra e Drake riescono a creare ammaliano per la brillantezza delle idee che riescono ad esprimere non solo senza apparente fatica, ma con un interscambio e una interazione strumentale impressionante. Le composizioni sono usate nel flusso improvvisativo per suggerire a questo strade diverse, ma nello stesso tempo la creatività dei due ne determina cambiamenti – anche strutturali – che per mano loro si caratterizzano di volta in volta, di incontro in incontro, come momenti unici, irripetibili, mai uguali a se stessi.

 

Le melodie si costruiscono da sole, grazie anche alle conoscenze musicali dei due interpreti, alla loro notevole apertura mentale, alla capacità di spaziare nei ritmi di Drake, vero maestro nel creare basi poliritmiche torrenziali su cui si innestano le sonorità poetiche ed impattanti di Mirra, senza mai farci perdere il filo. Il processo attraverso il quale si sviluppano i percorsi musicali è l’estemporaneità, dunque, attraverso un uso evocativo degli strumenti, e della voce di Drake, senza pregiudizi stilistici di sorta dove due culture di appartenenza così apparentemente lontane si ritrovano, si amalgamano, si fondono, creando un ponte immaginario tra l’onirico, l’ancestrale e le melodie sospese, a tratti quasi ipnotiche dove le pulsazioni africane e orientali dei tamburi sanno assorbire l’eclettismo del vibrafono e respirarci assieme in un caleidoscopico viaggio sonoro.

 

“Esiste un duo che sfugge a ogni definizione. Esiste più o meno continuativamente da sette anni e non ha mai inciso un disco (prima o poi giurano di farlo, ma a questo punto perché non rimanere in questo “limbo”?). Ogni volta che suona è una magia che sgretola in pochi secondi molte convenzioni ormai polverose che il jazz, anche quello migliore, fatica a scrollarsi di dosso. È il duo tra il vibrafonista Pasquale Mirra e il batterista Hamid Drake“. 

 

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